Alimentazione
Alimentazione secondo il dott. Alessandro Prota
Con questa breve trattazione cerchero’di trasmettere alcuni principi fondamentali di gestione alimentare ,cerchero di parlare con pochi termini tecnici al fine di arrivare direttamente al proprietario e fare capire bene il senso.
Dopo molti anni di attivita’ veterinaria mi sono accorto che mente mi dedicavo a patologie complicate tra consulenze e operazioni tralasciavo le basi importanti per dare benessere all’alimale e cioe’mi sono accorto che l’alimentazione che mi veniva suggerita da i vari rappresentanti che mi visitavano nell’ambulatorio non era quella che in natura avviene.
Ero diventato un semplice prescrittore di alimenti senza rendermi conto che cosa stavo dando.
Ho incominciato a riprendere i libri di fisiologia cercare di capire cosa veramente necessita’ il gatto vale a dire in natura come si comporta?Vi sieta mai domandati un gatto in natura cosa mangia?
Per cominciare il gatto e’ un carnivoro stretto cio’ nella sua dieta non esiste il grano ,il mais ,la barbabietola da zucchero,in natura vuole la carne i zuccheri non riesce proprio ad assimilarli perche a differenza dell’uomo non possiede in bocca l’almilasi quindi questi zuccheri una volta entrati hanno difficolta’ ad essere metabolizzati,non solo ma si creano fermentazioni nell’intestino che sono alla base di alterazioni della parete intestinale,con alterazione della flora batterica,inoltre la salita glicemica che avviene dopo assunzione di carboidrati crea degli squilibri non indifferenti .
E’ ovvio che ogni razza e’ piu’ omeno sensibile a questa dieta ma resta il fatto che la maggior parte delle produzioni di croccantini aggiunge grano e mais oltre ad una serie di conservanti e aromatizzanti che lascio a voi giudicare.
Se diamo meno proteine al gatto perche’ la razione e squilibrata l’animale deve far fronte a questa carenza sintetizzandola da proteine del corpo stesso coie’ le prende da i muscoli e organi arrivano al fegato che li entrano in un sistema di sintesi molto complesso affaticando il fegato stesso.
Queste proteine derivano dalla farina di carne e sono spesso ma non sempre sottoprodotti sono trattate con alte temperature quindi denaturate pur sempre conservando le loro caratteristiche molecolari.Sicuramente il valore biologico non puo’ essere comparabile a quello di un pezzo di carne cruda,in quest’ultima viene conservata tutta la sua qualita’nutritiva .Dopo avere quindi associato le due farine (carne o pesce ,grano mais ,polpa di barbabietola)si aggiunge la chimica e cioe minerali vitamine ,aromatizzanti ,conservanti.Se considerate che molti animali vengono alimentati cosi a vita il risultato e’ semplice cerchero’ di elencare i problemi in maniera molto elementare:
Grano,Mais,barbabietola : squilibrio della flora batterica ,alterazione parete intestinale infiammazione intestino,tumori intestino
Altro squilibrio dei carboidrati che se troppo alti nella razione l’aumento di glicemia porta a diabete ,obesita’ alterazioni renali,se a tutto questo aggiungiamo che spesso la quantita’ dell’alimento e sproporzionata rispetto all’attivita’ dell’animale si crea una vera e propria bomba che in breve scoppia con la malattia.Tutto questo scompenso biologico porta ad una alterazione del sistema immunitario con allergie e tumori
Quindi l’errore base sta :I°nella formulazione di alcuni alimenti secchi
II°nella quantita’ di mangime che si da ed a proposito di questo non bisogna lasciare il mangiare a disposizione per tutto il giorno perche il gatto il massimo della sua attivita’ metabolica c’e’ l’ha la sera ed e quindi la sera che va dato il mangiare a secondo di quello che brucia e dall’eta’. Se ho un gatto vecchio questo necessitera’ magari di sole 200 –250Kcal se ne do di piu’ nel tempo lo faccio ammalare prima.
La richiesta di cibo non e’ in funzione della necessita intesa come fame ma magari il gatto non ha altre attrazioni in casa o e depresso si crea una sorta di bulimia nervosa perche e anche una richiesta di attenzione del proprietario.
Quindi morale della favola siamo noi gli artefici delle malattie dei nostri animali ed e da una corretta gestione che seguira’il benessere psico fisico del vostro amico a quattro zampe
Sono sicuro che al termine di questa trattazione la domanda sara e allora cosa devo dare da mangiare al mio gatto .
La dieta e semplicissima basta rivolgersi alla natura
Il gatto necessita di proteina di alta qualita’e queste le prendiamo dalla carne bianca e rossa,dal pesce,uova ,ha bisogno di enzimi e questi li prendiamo dalle interiora(fegato,rene ecc)inoltre da grassi che nel gatto non devono mai mancare ,aggiunta di erbe aromatizzanti,verdure importantissime per la flora e peristalsi intestinale, sali minerali e vitamine.Importante in una dieta sono i quantitativi e le proporzioni,ogni gatto avra’ isuoi gusti e preferenze e quindi un lavoro certosino che pero’ da grandi soddisfazioni con un gatto sano e bello in tutto il suo splendore.Ogni dieta sara’ elaborata in base alla razza e patologia se e’ presente ma il comune denominatore e’ la quantita’ogni caso e’ a se vale a dire dipende dalla razza, peso e attivita’e patologie concomitanti e soprattutto dall’ambiente che lo circonda,infatti piu’ il gatto e’ stressato piu’ avra’ difficoltà nel metabolizzare il cibo il quale se in eccesso aumenta i radicali liberi con invecchiamento precoce,Spero che questa mia trattazione sia da stimolo a tutti voi per modificare abitudini scorrette di alimentazione
www.alessandroprota.it
Attenzione ai cibi: ciò che a noi fa bene, può uccidere i nostri gatti. Prontuario.
Il gatto generalmente non si avventa con voracità su qualunque alimento possa incontrare, ma ciò nonostante è bene ricordarsi che alcuni alimenti, che si trovano comunemente nelle nostre case, possono essere nocivi.
Cibi pericolosi per il gatto
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Cioccolato, Cacao, Caffé, Thé: Queste sostanze contengono teobromina e caffeina, due sostanze tossiche per il gatto, in quanto questo non è in grado di metabolizzarle. La dose tossica della teobromina è da 100 a 150 mg per chilo. Anche se è rara, l'intossicazione da teobromina è molto pericolosa e può portare a morte. I sintomi tipici di questo tipo di intossicazione sono:
- Tremori
- Vomito
- Diarrea
- Spasmi muscolari
- Convulsioni
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Cipolla: Le cipolle sono assolutamente nocive per il metabolismo dei gatti, in quanto contengono un composto (disolfuro di n-propile), che i gatti non sono in grado di metabolizzare e che agisce sui globuli rossi, rendendoli deboli e favorendone la rottura, e provocare quindi anemia emolitica, che può risultare anche fatale. I danni provocati dalla cipolla sono cumulativi, quindi piccoli assaggi di volta in volta possono essere più pericolosi. Una cosa importante da ricordare è che spesso negli omogeneizzati per bambini viene aggiunta, come aromatizzante, la polvere di cipolla, che può determinare gli stessi effetti nocivi dell’alimento fresco. Per questo motivo è meglio evitare l’impiego di omogeneizzati per bambini nell’alimentazione del gatto. I sintomi, che generalmente compaiono dopo 24 ore dall'ingestione della cipolla, sono:
- Vomito
- Diarrea
- Urine di colore scuro
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Aglio: Gli agliacei, tra cui la cipolla, l'aglio, lo scalogno, l’erba cipollina ed il porro, contengono del N-propil-disolfuro, una sostanza emolitica che il gatto non è in grado di sintetizzare e che può causare emorragie ed anemia, già a 5 g di sostanza secca per chilo di gatto. I sintomi sono esattemente gli stessi che si presentano in caso di intossicazione da cipolla.
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Avocado: Le foglie, il frutto e i semi della pianta di avocado contengono un principio tossico chiamato Persin, sostanza assolutamente tossica per il gatto. Sembra inoltre che la varietà Guatemalteca di avocado, cioè quella presente maggiormente nei negozi, sia la più tossica. Dal momento che la potenzialità tossica di prodotti che contengono avocado è ancora a oggi sconosciuta, si sconsiglia di somministrare al proprio gatto qualsiasi prodotto a base di questo alimento.
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Pomodoro: La parte verde del pomodoro (quella con cui è attaccato alla pianta) è tossica per gli animalii gatti in quanto contiene solanina, sostanza che può determinare importanti effetti a livello gastrointestinale e danni a livello del sistema nervoso centrale. Anche i pomodori verdi acerbi non sono indicati per il gatto. Tuttavia la parte della pianta usata nell’alimentazione umana, cioè il pomodoro rosso maturo, non è tossica e può essere somministrata al gatto.
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Uova crude: contengono, nell’albume, un enzima che riduce l’assorbimento di biotina, una vitamina del gruppo B.
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Alimentazione a prevalenza o esclusiva a base di pesce crudo: carenze di tiamina (vitamina del gruppo B), di cui il gatto ha particolare necessità, che possono causare debolezza e sintomi nervosi e, addirittura, la morte.
articolo costruito con materiale liberamente tratto in rete
CIBO COMPLETO E CIBO COMPLEMENTARE – QUALE È LA DIFFERENZA?
by Gerly
Per definizione un cibo completo deve coprire il fabbisogno nutrizionale del gatto in maniera completa e bilanciata, anche se somministrato per lunghi periodi e come cibo esclusivo. E' importante rispettare i quantitativi minimi consigliati dal produttore per evitare carenze.
Il cibo complementare invece ha bisogno di essere abbinato ad un cibo completo per poter garantire il corretto apporto nutritivo.
I cibi secchi, in linea di massima, sono sempre da considerarsi cibi completi. Ci sono cibi secchi più o meno bilanciati per quanto riguarda alcuni valori, ma solitamente rispettano una composizione di nutrienti che garantisce un'alimentazione equilibrata.
Il discorso cambia molto per il cibo umido dove, purtroppo, le etichette non sempre sono di grande aiuto. Generalizzando si può dire che i cibi in filetto, cioè quelli che contengono solo carne o pesce puro, non sono MAI da considerare cibi completi.
Che cosa deve contenere un cibo per essere completo?
Partiamo da quello che un gatto mangerebbe in natura. La preda per eccellenza; un topolino. Com'è composto un topolino? Se guardiamo solo alcuni valori di base troviamo:
| |
Proteine % |
Grassi % |
| Topo |
55-60* |
23-30* |
| Cibo completo umido (es. Grau tacchino con riso) |
51* |
25* |
| Cibo completo secco (es. Royal Canin Fit 32) |
34* |
16* |
| Cibo complementare umido (es. Almo Nature petto di pollo) |
90* |
2* |
*valori considerati nella sostanza secca
Questo confronto illustra perchè un cibo complementare non è adatto come alimento principale: contiene troppe proteine ed è povero di grassi. Ma non è solo questo. Oltre a proteine e grassi ci sono altri valori sbilanciati:
- I cibi complementari sono troppo ricchi di fosforo, proprio perchè contengono solo carne di muscolo. Nello stesso tempo sono poveri di calcio. Il rapporto tra calcio e fosforo è sbilanciato e tale rapporto è importante che non lo sia per prevenire possibili disturbi.
- I cibi complementari sono carenti di alcune vitamine, che sono contenute soprattutto nelle interiora.
Non dobbiamo farci ingannare dalle etichette. Anche quando leggiamo "cibo completo" è sempre meglio controllare alcuni valori. Ultimamente alcuni produttori di cibi complementari hanno cominciato ad integrare i prodotti con vitamine e calcio. E' già qualcosa, ma rimane i problema dei grassi. I grassi sono una fonte importantissima di energia per i nostri mici e bisogna garantire il giusto apporto.
Per queste motivazioni è meglio non eccedere nell'uso di cibi complementari, rimanendo possibilmente al di sotto del 20% dell'alimentazione totale. Anche il cibo fatto in casa, inteso come semplice carne cruda o cotta, è da considerare come cibo complementare.
Come faccio a capire quante proteine e quanti grassi contiene il cibo?
I valori che ho inserito nella tabella sopra non si trovano evidenziati sulla confezione. Bisogna fare un piccolo calcolo. Prima di tutto controllate sull'etichetta quanta umidità contiene il cibo. Se contiene per esempio il 78% di umidità, sappiamo che la sostanza secca di questo cibo è il 22%. Ora vediamo le proteine grezze; se sono il 20% dobbiamo dividere questo valore per la percentuale della sostanza secca, quindi:
20 : 22 = 0,90
Ora sappiamo che questo cibo contiene il 90% di proteine nella sostanza secca.
Facciamo lo stesso calcolo per i grassi. L'etichetta dice che i grassi greggi contenuti sono lo 0,5%, quindi,
0,5 : 22 = 0,02
Il contenuto di grassi di questo cibo è solo del 2% nella sostanza secca.
I valori consigliati per poter considerare un cibo completo sono:
- Proteine: minimo 26% adulti, 30% cuccioli e gatte in allattamento
- Grassi: minimo 9%
- Calcio: minimo 0,6% adulti, 1,0% cuccioli e gatte in allattamento
- Fosforo: minimo 0,5% adulti, 0,8% cuccioli e gatte in allattamento
- Rapporto tra calcio e fosforo: compreso tra 0,9 e 1,5 (si ottiene dividendo la percentuale del calcio per la percentuale del fosforo)
- Magnesio: minimo 0,04% adulti, 0,08% cuccioli e gatte in allattamento
- Vitamina A: minimo 5000 IU/kg adulti, 9000 IU/kg cuccioli e gatte in allattamento; massimo 750.000 IU/kg
- Vitamina D: minimo 500 IU/kg adulti, 750 IU/kg cuccioli e gatte in allattamento; massimo 1000 IU/kg
- Taurina: minimo 0,10% (o 1000 mg/kg) nei cibi secchi, minimo 0,20% (o 2000 mg/kg) nei cibi umidi
I valori inseriti sono quelli consigliati dalla AAFCO (American Association of Feed Control Officials), riconosciuti a livello internazionale.
Ovviamente non sono gli unici elementi importanti, ce ne sono tanti altri. La cosa più importante è leggere queste analisi chimiche INSIEME agli ingredienti del cibo per sapere di quale provenienza sono le proteine, grassi etc. Per conoscere gli ingredienti vi rimando alle tabelle alimentari.
Esiste un cibo completo "ideale"?
La risposta è no. Ci sono valori di riferimento riconosciuti a livello internazionale, ma ancora l'alimentazione felina non è stata esaminata in tutti i suoi aspetti.
Anche se un cibo sulla carta risulta perfettamente bilanciato e completo, non è detto che tutte le sostanze vengano assimilate nello stesso modo da tutti i mici.
Per questo è importante offrire un minimo di varietà nell'alimentazione tra varie marche e alimenti, siano essi "completi" o "complementari", e cibo fatto in casa.
COME LEGGERE LA TABELLA ALIMENTARE
by Gerly
La tabella alimentare dei cibi secchi nasce per poter offrire un confronto oggettivo tra prodotti di varie marche.
Non è una classifica. Non mi piace giudicare un alimento come "buono" o "cattivo". Vanno tenute in considerazione sempre le esigenze individuali del proprio micio.
Tuttavia ci sono alcuni parametri oggettivi che possono aiutare a valutare l'alimento. I parametri che elenco di seguito sono tutti riferiti alle esigenze di un micio giovane, sano e normopeso. Per esigenze particolari in caso di malattie, di mici molto anziani, obesi etc. vi consiglio di consultare sempre il veterinario per l'alimentazione.
La legge prevede che tutti gli ingredienti vengano indicati in ordine decrescente rispetto alla percentuale contenuta nel prodotto, quindi il primo ingrediente della lista è quello più presente rispetto ad ogni altro singolo ingrediente.
1) CONTENUTO DI CARNE (Il gatto è un carnivoro!!)
Nei crocchi la carne contenuta viene solitamente indicata in uno dei seguenti modi:
*carne di pollo disidratata o farina di carne di pollo: contiene solo parti nobili del pollo disidratate
*farina di pollo: può contenere tutte la parti del pollo disidratate
*pollo fresco (o carne fresca di pollo): la carne viene pesata allo stato fresco e dopo la disidratazione scende nella lista degli ingredienti
*pollo: qui non sappiamo nemmeno se è inteso come ingrediente fresco o disidratato; può contenere tutte le parti del pollo
*carni e derivati (pollo 20%): classica dichiarazione di molti prodotti da supermercato; non vuol dire che contiene il 20% di pollo, ma che sul totale di carni e derivati contenuti il 20% proviene dal pollo.
Ho utilizzato il pollo come esempio, ma lo stesso concetto vale per tutti gli altri tipi di carne impiegati negli alimenti secchi.
Nell'ipotesi migliore troviamo la percentuale indicata accanto all'ingrediente. Alcuni esempi:
- farina di carne di pollame (min. 21%)
- carne fresca di pollo (min. 26%)
- pollo (21%)
Nel primo caso sappiamo che i crocchi contengono effettivamente il 21% di carne.
Nel secondo caso la carne è stata considerata allo stato fresco. Siccome contiene circa l'80% di acqua, nei crocchi questa percentuale si riduce tantissimo e la carne scende nella lista degli ingredienti.
Nel terzo caso non sappiamo se il pollo è stato considerato fresco o disidratato. Quindi questa dichiarazione ci dice ben poco sul reale contenuto di carne.
2) CEREALI E SOTTOPRODOTTI VEGETALI
Quasi tutti i crocchi in commercio contengono una percentuale di cereali che va dal 40 al 85% circa. I cereali aiutano il prodotto a prendere e mantenere la forma durante e dopo il processo di produzione. Alcuni cereali che troviamo spesso negli alimenti secchi sono riso, mais, avena, orzo, frumento, di solito sotto forma di farine. Alcuni cereali sono tollerati meglio dall'organismo del gatto (p.e. riso), altri sono più frequentemente causa di intolleranze (p.e. mais). Ultimamente si trovano anche prodotti che sostituiscono i cereali con patate o banane.
Da non confondere con i cereali sono i sottoprodotti vegetali, sostanze economiche, spesso scarti di produzione, che vengono utilizzati come riempitivi. Alcuni sottoprodotti che troviamo spesso nei crocchi sono il glutine di mais e la cellulosa. Molte volte questi prodotti vengono riassunti con il termine "sottoprodotti vegetali".
3) VITAMINE E MINERALI
Gli alimenti secchi sono molto elaborati e durante i vari processi di produzione (estrusione, cottura) perdono molte sostanze naturalmente contenute nelle materie prime. Per questo motivo al prodotto vengono aggiunti integratori vitaminici e minerali. E' importante controllare in etichetta che il cibo contenga vitamine e minerali in dosi adeguate. Nella tabella alimentare trovate nella colonna di sinistra i valori di riferimento. Anche gli eccessi sono da evitare, sono dannosi quanto le carenze.
Particolare attenzione è da prestare ai contenuti delle vitamine, della taurina e di alcuni minerali come magnesio, calcio e fosforo.
Questi ultimi sono coinvolti nel processo di formazione di cristalli nelle urine (struvite/ossalati) e per questo motivo, in gatti predisposti a patologie alle basse vie urinarie o anziani, sarebbe meglio optare per prodotti con contenuti bassi di questi elementi.
Inoltre è importantissimo che il calcio e il fosforo siano contenuti in un rapporto bilanciato, ideale sarebbe 1,1 (calcio) a 1,0 (fosforo) con un margine di tolleranza. Anche questi valori sono riportati nella tabella.
4) CIO' CHE E' MEGLIO EVITARE
*zuccheri
*coloranti sintetici
*antiossidanti sintetici
*conservanti sintetici
Spesso troviamo nelle etichette la dicitura "contiene additivi CEE" o formulazioni simili. Queste sostanze sono additivi alimentari autorizzati dalla Comunità Europea e vengono contraddistinti dalla sigla "E" seguita da un numero. Anche molte sostanze naturali impiegate come conservanti e antiossidanti (come vitamina C e E) ne fanno parte.
Di solito le aziende che non impiegano additivi sintetici lo mettono bene in evidenza. Alcuni esempi:
- con conservanti: additivi CE
- conservante: sorbato di potassio; antiossidanti: gallato di propile, BHA
- conservanti: vitamina E, vitamina C, rosmarino essiccato
- conservato con miscela di alfa-tocoferolo
Nei primi due esempi abbiamo a che fare con additivi sintetici, nei secondi due con additivi naturali. Le sostanze naturali impiegate più frequentemente per la conservazione sono la vitamina E (alfa-tocoferolo) e vitamina C (acido ascorbico).
Nella tabella alimentare sono evidenziati in rosso gli additivi sintetici.
COSA BOLLE IN CIOTOLA? Piccola guida per alimentare consapevolmente gatti e cani
1^PUNTATA – Leggiamo le etichette
Nutrire al meglio l’animale con il quale si condivide la vita è un DOVERE dell’umano che si prende cura di lui. Un’alimentazione di tipo industriale, sia essa a base di croccantini (mangimi secchi) o di scatolette (cibo umido), richiede la capacità di saper leggere le etichette presenti sulle confezioni di pet food.
Per farlo si può fare riferimento ad alcuni parametri che permettono di valutare l’adeguatezza di un alimento.
Le PROTEINE sono costituite da amminoacidi indispensabili per la crescita, per lo sviluppo della muscolatura, per la bellezza del pelo e per un perfetto funzionamento delle difese immunitarie. Le proteine gregge indicano la quantità totale di proteine (di origine sia animale sia vegetale) presenti nel prodotto finito. In genere nei crocchi se ne raccomanda una percentuale minima del 30%, nell’umido la percentuale è molto più bassa (attorno al 10%) per l’elevata presenza di acqua. Le proteine compaiono fra gli ingredienti sotto diverse forme: farine di carne, carne fresca, carne disidratata, sottoprodotti animali, estratti proteici vegetali ecc…. il tipo di proteine influenza in modo determinante la qualità del cibo, ma queste distinzioni meritano un lungo discorso a parte.
Gli ZUCCHERI semplici sono nocivi per i cani e ancor più per i gatti che fisiologicamente non possono nemmeno percepire il sapore dolce. A causa dell'assunzione di troppi zuccheri gli animali possono soffrire di disturbi digestivi, di carie e obesità, per questo vanno evitati gli alimenti che li contengono. Spesso nelle etichette sono mascherati come gelificanti o coloranti naturali sotto forma di caramello. Attenzione particolare va prestata agli snack, alcuni li hanno addirittura come primo ingrediente!
Anche gli zuccheri più complessi, cioè i CARBOIDRATI, non soddisfano un reale fabbisogno per animali fondamentalmente carnivori come i gatti, e ai cani devono essere somministrati con moderazione e in forma appropriata. Per questo è preferibile evitare cibi umidi con cereali o patate e alimenti secchi con farine di cereali come ingrediente principale. Nel pet food industriale i cereali sono molto usati perché abbattono i costi, e – in linea di massima – più è elevata la quantità di cereali (specialmente mais) più è bassa la qualità del cibo.
Le CENERI sono il contenuto totale in sostanze inorganiche (minerali), derivati dall’incenerimento delle sostanze organiche, ecco il perché del loro nome. Un buon cibo secco dovrebbe avere ceneri inferiori al 7% (un discorso a parte meriterebbero a tal proposito le crocchette grain free).
Le FIBRE non sono essenziali dal punto di vista nutritivo ma risultano di fondamentale importanza per una regolare funzionalità dell’intestino. Tuttavia i livelli di fibra dovrebbero mantenersi in una percentuale inferiore al 5%, perché in dosi più elevate riducono la digeribilità di altri nutrienti, possono peggiorare l’aspetto del pelo e causare un aumento della massa fecale.
L’UMIDITA’ è la percentuale di acqua presente nell’alimento. Nel cibo secco è solitamente inferiore al 12%; nel cibo umido è in genere superiore al 60% e può arrivare fino all’80%.
I MINERALI sono importantissimi per l’alimentazione corretta degli animali, i gatti in particolare necessitano di cibi con corretti quantitativi di magnesio, calcio e fosforo. I piccoli felini, infatti, bevono poco e sono soggetti a problemi renali e urinari che richiedono accortezze particolari soprattutto quando si sceglie un cibo secco. Quindi è consigliabile che nei crocchi il magnesio abbia un valore analitico inferiore allo 0,09% e che calcio e fosforo mantengano un rapporto 1,2:1, con percentuali di Ca comprese fra lo 0,5 - 1% e di P fra 0,5 – 0,8%. Altro minerale da tenere sotto controllo è il sodio, infatti, il sale è aggiunto in molti prodotti per aumentarne l’appetibilità, tuttavia un’assunzione eccessiva può portare a ipertensione, stress dei reni, irritazione del colon. Una sua carenza è altrettanto pericolosa e può essere provocata ad esempio da diarrea e vomito prolungati. Per questo la percentuale ottimale di Na è compresa fra 0,2% - 0,6%.
Attenzione anche allo IODIO perché l’ipertiroidismo, soprattutto fra i gatti, è sempre più diffuso. Il FEDIAF fissa il limite a 1,6mg/kg ma se è inferiore meglio. Non sempre lo iodio è indicato dai produttori e in molti crocchi supera i 2,5mg/kg, con conseguenze pericolose sulla tiroide. Da evitare, sempre per l’eccesso di iodio, una dieta a base di solo pesce.
Gli ADDITIVI sono i “sorvegliati speciali” delle etichette alimentari e comprendono: antiossidanti, coloranti, conservanti, addensanti, esaltatori di sapidità e aromi vari. In generale è sconsigliato l’uso di tutti gli alimenti - e in questo caso il riferimento non è solo al pet food - che presentano fra gli ingredienti additivi sintetici. Come conservanti e antiossidanti sono efficaci, e molto più sani, additivi naturali come: vitamina E, vitamina C, acido citrico e olio di rosmarino. Tutti i coloranti servono solo all’occhio del compratore umano, e esaltatori di sapidità come il glutammato monosodico (ingrediente dei dadi da brodo) possono risultare nocivi ma sono difficili da individuare con precisione perché compresi nella dicitura “additivi CEE”. Anche gli aromi sono difficili da individuare, infatti, la legge italiana non prevede alcuna specifica sulle origini vegetali, animali, artificiali ecc… degli stessi. Gli appetizzanti, infine, non compaiono del tutto nelle etichette.
In alcuni alimenti si possono trovare la POLPA DI BARBABIETOLA che è una fibra insolubile utile all’intestino per compattare le feci, e la DL-METIONINA cioè la forma sintetica dell'amminoacido naturale essenziale l-metionina che ha proprietà acidificanti sull’urina e per questo viene spesso aggiunta nei crocchi.
A cura di Irene Pulga
FONTI
www.fediaf.org
www.assalco.com
www.aafco.org
http://www.gerlinde.it/
http://www.gattisinasce.it/forum/
http://miagolando.com/forum/
http://www.maxshouse.com/feline_nutrition.htm
Apuzzo-Meyer, "Fido non si fida", Roma, Stampa alternativa, 2002
Differenze tra l’apparato digestivo dell’uomo e del gatto
I MIGLIORI ESEMPI DI QUESTE DIFFERENZE
L’uomo cambia alimentazione a ciascun pasto senza avere problema, ma se avesse un apparato digestivo simile a quello del gatto questa variazione alimentare permanente provocherebbe una continua diarrea.
L’uomo ha bisogno della cottura, del sale degli aromi dell’aspetto di ciò che riempie i suoi piatti per essere attirato, mentre il gatto non ha la medesima necessità.
L’uomo può consumare i suoi pasti prendendo il suo tempo senza correre il rischio di diventare la preda di qualche predatore selvaggio. Certo, oggi i gatti non sono più prede, ma nel loro dna è ancora contenuto questo codice riflesso di mangiare rapidamente per non farsi rubare il cibo o non correre il rischio di diventare preda.
L’uomo consuma i pasti con regolarità mattina pranzo sera. Il gatto, in origine predatore solitario che consumava pasti multipli nell’arco del giorno e della notte, potrebbe arrivare a una molteplicità di pasti ( fino a sedici).
Rispettare le sue abitudini legate ad un apparato digestivo ed a un codice comportamentale differente è molto importante
VALUTAZIONE DELL'ALIMENTO: ODORATO E GUSTO NON GIOCANO LO STESSO RUOLO
Il gatto contrariamente all’uomo apprezza l’alimento prima di tutto attraverso l’odorato.
La superficie della sua mucosa olfattiva è 10 volte più estesa rispetto a quella umana. Il naso di un gatto ha fino a 67 milioni di ricettori olfattivi, dove il più fine dei nasi umani arriva a 20 milioni.
Il Gusto del gatto in compenso non interviene che pochissimo nella scelta dell’alimento. Laddove l’uomo ha 9000 papille gustative ( le cellule che captano ed analizzano il gusto degli alimenti ) il gatto ne ha 19 volte meno, ed una volta in bocca del gatto l’alimento viene ingerito velocemente verso lo stomaco.
Il gatto percepisce male i gusti zuccherati ed è sostanzialmente un carnivoro stretto che non sintetizza la taurina, ma la trova unicamente nella carne degli animali che caccia o nelle sue crocche.
PRE-DIGESTIONE DELL'ALIMENTO: DALLA BOCCA ALLO STOMACO
Il gatto dedica pochissimo tempo alla masticazione degli alimenti.
Nell’uomo la masticazione è importante in quanto è una preparazione alla digestione. La masticazione infatti libera il gusto del cibo miscelandolo con la saliva, ed è la fase più importante del processo digestivo. Al contrario il gatto trova nello stomaco la fase principale della partenza del processo digestivo.
L' analisi scientifica dimostra come lo stomaco rappresenta il 60% del peso totale dell’apparato digerente nelle specie feline, mentre nell’uomo occupa l’11%.
Il tasso alto di acidità di Ph nello stomaco del gatto, legato ad una grande abbondanza di acido cloridrico (6 volte maggiore all’uomo) rende l'idea di quanto lo stomaco del gatto abbia un ruolo purificatore, permettendogli di avere una barriera naturale straordinariamente efficace contro le infezioni digestive.
A questo proposito si sconsiglia l’uso di fermenti lattici per uso umano che non tengono conto della differenza fra il ph umano e felino.
PERFORMANCE DIGESTIVE: EREDITA' DEI GENI
Originalmente il gatto è uno “spiluccatore”. In effetti se gli si lascia un alimento a disposizione farà tra i 10 e i 16 pasti al giorno, con pasti che non durano più di qualche minuto. Questi piccoli pasti suddivisi nell’arco delle giornata spiegano perché il transito digestivo è molto rapido se comparato a quello dell’uomo ( da 12 a 14 ore contro le 30/48 dell’uomo)
Capire questi elementi ci aiuta a comprendere il gatto e soprattutto ad accettare che è differente dall’uomo e che non va “umanizzato”
La non conoscenza dei veri bisogni animali associata molto spesso alla volontà del proprietario di “fare il meglio”, può talvolta rappresentare un pericolo per i nostri animali proiettando su di loro i nostri modi di vivere dimenticando l’essenziale. Il loro essere animali non umani va tassativamente rispettato.
La prima regola che va rispettata nell’alimentazione dei gatti è tenere conto che l’alimentazione va scelta soltanto secondo approccio alimentare completo senza lasciarsi influenzare dalle proprie abitudini alimentari umane. L’uomo è un onnivoro, mentre il gatto rimane di fondo un carnivoro stretto che non ha la stessa esigenza dell’uomo di variare quotidianamente e men che meno più volte nella stessa giornata per non “annoiarsi del gusto”.
Fonte: http://www.chat-et-cie.fr/forum/differe ... vt316.html
Traduzione a cura di Silvia (si prega di citare questa pagina in caso di prelievo dell'articolo).
Le intolleranze o allergie alimentari: SINTOMI E CURE
Le intolleranze e/o allergie alimentari sono molto frequenti nei gatti.
Possono manifestarsi a lungo termine, ovvero dopo periodi medio lunghi di assunzione di un medesimo prodotto. Questo perchè può avvenire una sensibilizzazione ad un determinato ingrediente, anche se il gatto è stato alimentato sempre e comunque con prodotti di fascia alta. E' come dire che il suo organismo si è saturato di quell'ingrediente, e deve quindi disintossicarsi.
Tra i sintomi compaiono prurito localizzato nella zona testa/collo, formazione di cerume bruno/lucido e pastoso, quasi liquido, a volte diarrea o comunque feci irregolari.
Il gatto intollerante si procura ferite grattandosi insistentemente, normalmente sotto il mento, sul muso e nella zona delle orecchie.
Tra i cibi che possono causare problemi di intolleranza/allergia, vi sono il pesce, specialmente il tonno, i latticini ed il manzo, e non è insolito che a causare questo tipo di sensibilizzazioni siano proprio i prodotti di fascia alta in quanto le percentuali di carni in essi contenute sono elevatissime.
Per procedere alla disintossicazione si devono inserire alimenti specifici, meglio se mai assunti in precedenza dal gatto.
Sul mercato troviamo alimenti ipoallergenici non testati la cui composizione si basa unicamente sulla scelta degli ingredienti (escludendo quindi gli alimenti che normalmente danno problemi), magari biologici, oppure con l'esclusione del glutine, utilizzando quindi, per esempio, farina di polenta in luogo del riso.
I più comunemente utilizzati sono:
- Forza 10 (secco e umido)
- Green Fish (secco e umido).
- Almo sensible - polenta e pesce bio (secco)
Possono "funzionare", ma in base alla mia esperienza personale solo nel caso in cui non vi sia un vero problema di allergia/intolleranza.
Il fatto stesso che non siano testati, per ovvie ragioni non può fornire garanzie sui risultati. Oltretutto sono cibi dove la materia prima è in percentuali altissime e non è manipolata, ragion per cui se c'è sensibilità verso il pesce (più che comune) un alimento dove ne sia contenuto molto, può addirittura peggiorare la situazione.
In alternativa abbiamo il SOLOQUAGLIA (umido). Viene utilizzato esclusivamente per le diete ad eliminazione e viene somministrato come alimento unico per circa un mese. Poi si reinseriscono alimenti e si testa in base alla reazione eventuale. Per dire: si sospende soloquaglia e si inserisce pollo per settimane e si vede che succede. E' opinione della mia veterinaria che quest'ultimo sia un alimento piuttosto pesante (credo a livello epatico), ma non ho ancora avuto modo di approfondire.
I prodotti Hill' s e Royal Canin (testati) si equivalgono abbastanza, tranne per lo Z/d, la cui formulazione è diversa in quanto contiene un ingrediente esclusivo chiamato Hill's Hydrolyzed Protein Syste*, caratterizzato da un'unica proteina in grado di ridurre la probabilità di reazioni allergiche agli alimenti. E' un prodotto validissimo in quanto si distingue in modo importante circa la risoluzione in tempi brevi dei sintomi.
In caso di sospetta intolleranza e/o allergia alimentare, è importante impostare sin da subito il nuovo regime alimentare, essere molto rigidi in proposito e proseguire per tempi lunghi andando a scalare (da z/d a hypoallergenic, per esempio).
Tutto va valutato in base ai progressi visibili ed insieme al veterinario.
Nuove norme europee sui mangimi animali
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Nuove norme sui mangimi animali
| Agricoltura - 05-02-2009 - 13:21 |
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Il Parlamento ha adottato un regolamento che aggiorna e semplifica le condizioni di vendita dei mangimi al fine di garantire un livello elevato di protezione della salute e un'informazione adeguata. Dispone quindi le prescrizioni in materia di etichettatura, tra cui l'obbligo di indicare in ordine decrescente l'elenco delle materie prime impiegate, tutelando però il segreto delle "ricette". Indica poi il tipo di materie prime vietate e prevede l'istituzione di un catalogo di quelle autorizzate.
Approvando un maxi-emendamento di compromesso negoziato dal relatore Friedrich-Wilhelm GRAEFE zu BARINGDORF (Verdi/ALE, DE) con il Consiglio, il Parlamento ha adottato con 543 voti favorevoli, 8 contrari e 26 astensioni un regolamento volto a consolidare, rivedere e aggiornare le condizioni per l'immissione sul mercato e l'uso degli alimenti per animali (destinati o meno alla produzione di alimenti nella Comunità), in particolare per quanto riguarda le prescrizioni relative all'etichettatura, all'imballaggio e alla presentazione. Allineando le norme su quelle disposte per i prodotti alimentari destinati al consumo umano, l'obiettivo è di garantire un livello elevato di protezione della salute pubblica, un'informazione adeguata agli utilizzatori e ai consumatori, e di rafforzare il buon funzionamento del mercato interno. Se l'Aula sottoscrive l'accordo, il regolamento sarà applicabile un anno dopo la sua pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.
Il fatturato annuo dell'industria comunitaria dei mangimi composti (inclusi gli alimenti per animali da compagnia) ammonta a circa 50 miliardi di euro, senza contare le imprese produttrici di materie prime per mangimi. La produzione zootecnica rappresenta il 50% circa della produzione agricola nell'UE e l'alimentazione animale costituisce il principale fattore di costo per i cinque milioni di allevatori di bestiame della Comunità.
Mangimi sul mercato, ma solo se sicuri e rintracciabili
I mangimi potranno essere immessi sul mercato ed utilizzati unicamente «se sono sicuri» e «se non hanno effetti nocivi diretti sull'ambiente o sul benessere degli animali». Inoltre, gli operatori del settore dovranno garantire che i loro mangimi siano «sani, genuini, di qualità leale, adatti all'impiego previsto e di natura commerciabile», nonché «etichettati, imballati e presentati» conformemente alle disposizioni del regolamento e degli altri pertinenti atti della legislazione comunitaria. I mangimi dovranno inoltre essere conformi alle riserve tecniche relative ad impurità e ad altri determinanti chimici indicati in un allegato del regolamento. Non dovranno, invece, contenere o essere costituiti di materie prime - indicate in un altro allegato - la cui immissione sul mercato o il cui uso ai fini dell'alimentazione animale «sono limitati o vietati».
Come per i prodotti alimentari, poi, gli operatori del settore saranno responsabili della rintracciabilità dei mangimi, essendo in grado di individuare chi abbia fornito loro un mangime, un animale destinato alla produzione alimentare o qualsiasi sostanza destinata o atta a entrare a far parte di un mangime.
Etichettatura più chiara
In generale, l'etichettatura e la presentazione dei mangimi non dovranno indurre l'utilizzatore in errore riguardo all'uso previsto o alle caratteristiche dei mangimi, in particolare, alla loro natura, al metodo di fabbricazione o di produzione, alle proprietà, alla composizione, alla quantità, alla durata, alle specie o alle categorie di animali cui sono destinati. Oppure attribuendo ai mangimi effetti o proprietà che non possiedono.
Tuttavia, l'etichettatura e la presentazione delle materie prime dei mangimi e dei mangimi composti potranno richiamare l'attenzione, in particolare, sulla presenza o sull'assenza di una data sostanza nei mangimi, su una caratteristica o su un processo nutrizionale specifico o su una funzione specifica correlata con uno di questi aspetti. Ciò, però, sarà possibile unicamente se «l'indicazione è oggettiva, verificabile dalle autorità competenti, e comprensibile per l'utilizzatore dei mangimi» e se la persona responsabile dell'etichettatura fornisce, su richiesta, «una prova scientifica della veridicità dell'indicazione». Gli acquirenti, d'altra parte, avranno il diritto di portare all'attenzione delle autorità competenti i loro dubbi quanto alla veridicità dell’indicazione.
Le materie prime per mangimi o i mangimi composti potranno essere immessi sul mercato solo se l'etichetta riporta il tipo di mangime ("materia prima per mangimi", "mangime completo" o "mangime complementare"), il nome o la ragione sociale e l'indirizzo dell'operatore del settore dei mangimi responsabile dell'etichettatura, il numero di riconoscimento, se noto, dello stabilimento della persona responsabile per l’etichettatura, il numero di riferimento della partita o del lotto, il quantitativo netto, l'elenco degli additivi per mangimi preceduti dalla dicitura “additivi” e il tenore d'acqua.
Indicazione degli ingredienti dei mangimi composti, tutelando il segreto della "ricetta"
Il regolamento, d'altra parte, prevede prescrizioni supplementari obbligatorie per l'etichettatura delle materie prime per mangimi e dei mangimi composti. Per questi ultimi, dovrà essere indicata anche la specie animale o la categoria di animali cui sono destinati, le istruzioni per un loro uso corretto che indichino l'esatta destinazione e l'indicazione della data di conservazione minima.
Inoltre, sull'etichetta dovrà figurare l'elenco delle materie prime che compongono il mangime, recante la dicitura "composizione" e il nome di ogni materia prima, «enumerandole nell'ordine decrescente di importanza ponderale, calcolata in base al tenore di umidità del mangime composto». Potrà anche essere indicato il tenore in peso. Più precisamente, dovranno essere indicati il nome e la percentuale in peso di una materia prima per mangimi se la sua presenza è sottolineata sull'etichetta in parole, immagini o grafici.
Se le percentuali in peso delle materie prime incorporate nei mangimi composti per animali destinati alla produzione di alimenti non sono indicate sull'etichetta, la persona responsabile dell'etichettatura, dovrà inoltre mettere a disposizione dell'acquirente, «su richiesta», informazioni sui dati quantitativi relativi alla composizione del prodotto, «in una gamma +/- del 15 % del valore, secondo la formulazione dell’alimento». Si tratta questo di un punto sul quale i deputati hanno particolarmente insistito: appoggiandosi anche a una sentenza della Corte di giustizia hanno infatti rifiutato di concedere la facoltà, come richiesto dal Consiglio, di rifiutarsi di divulgare tali informazioni.
Dando soddisfazione alla richiesta dei deputati, l'accordo raggiunto precisa tuttavia che la diffusione delle informazioni lascia impregiudicate le norme stabilite da una direttiva del 2004 sul rispetto delle proprietà intellettuali. Questo principio vale anche nei casi in cui, per qualsiasi emergenza relativa alla salute umana e animale o all'ambiente, l'autorità competente potrà fornire all'acquirente questo tipo di informazione, «dopo aver valutato i rispettivi legittimi interessi dei produttori e degli acquirenti» e «previa sottoscrizione di una clausola di riservatezza» da parte di questi ultimi.
Nel caso dei mangimi composti per animali non destinati alla produzione di alimenti, eccetto per gli animali da pelliccia, l'indicazione del nome specifico della materia prima potrà essere sostituita da quello della categoria cui detta materia prima appartiene. A tal fine la Commissione dovrà stabilire un elenco delle materie prime che potranno essere indicate. Il regolamento, inoltre, prevede prescrizioni supplementari obbligatorie per le etichette degli alimenti destinati ad animali da compagnia. Tra queste figura l'indicazione di un numero di telefono gratuito per consentire all'acquirente di ottenere altre informazioni sugli additivi addizionati e sulla materie prime aggiunte.
Etichettatura volontaria e codici di buona pratica
Oltre alle disposizioni obbligatorie in materia di etichettatura, l'etichetta delle materie prime per mangimi e dei mangimi composti potrà comprendere anche indicazioni a carattere facoltativo, purché siano rispettati i principi generali stabiliti dal regolamento. Ulteriori condizioni relative all’etichettatura su base volontaria potranno essere fornite nei codici comunitari di buona pratica per gli alimenti degli animali da compagnia e per i mangimi composti per animali destinati alla produzione di alimenti, la cui messa a punto sarà incoraggiata dalla Commissione.
Un catalogo comunitario delle materie prime per mangimi
Un allegato del regolamento indica un elenco di materie prime di cui sarà limitata o vietata la commercializzazione o l'impiego per l'alimentazione animale. Tra le materie prime vietate figurano feci, urine nonché il contenuto del tubo digerente, pelli trattate con sostanze concianti, semi e altri materiali di moltiplicazione dei vegetali che, dopo la raccolta, hanno subito un trattamento particolare con prodotti fitofarmaceutici e prodotti derivati, legno, compresa la segatura o altri materiali derivati dal legno, trattato con prodotti di preservazione, tutti i rifiuti ottenuti nel corso delle diverse fasi del processo di trattamento delle acque reflue urbane, domestiche e industriali, rifiuti urbani solidi (come quelli domestici) e, infine, imballaggi e parti d'imballaggio provenienti dall'utilizzazione di prodotti dell'industria agroalimentare.
Il regolamento istituisce inoltre il catalogo comunitario delle materie prime per mangimi «quale strumento per migliorare l'etichettatura dei mangimi e dei mangimi composti». Il catalogo dovrà facilitare lo scambio di informazioni sulle proprietà del prodotto ed elencare le materie prime per mangimi in modo non esaustivo. Per ciascuna voce figurante nell'elenco includerà almeno la denominazione, il numero di identificazione, una descrizione delle materie prime e, se del caso, informazioni riguardanti il processo di produzione e un glossario con la definizione dei diversi processi e delle espressioni tecniche utilizzate. La prima versione del catalogo comunitario dovrà essere adottata entro sei mesi dall'entrata in vigore del regolamento e riprenderà le voci già presenti in due direttive UE.
L'uso del catalogo da parte degli operatori del settore dei mangimi, è precisato, sarà facoltativo. Tuttavia, la denominazione di una materia prima per mangimi figurante nel catalogo potrà essere utilizzata soltanto a condizione che siano rispettate tutte le pertinenti disposizioni del catalogo.
Friedrich-Wilhelm GRAEFE zu BARINGDORF (Verdi/ALE, DE)
Relazione sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio sull'immissione sul mercato e sull'uso dei mangimi
Procedura: Codecisione, prima lettura
Dibattito: 5.2.2009
Votazione: 5.2.2009
Nutrire il mio gatto
L’alimentazione, come per l’uomo, è un elemento fondamentale per la salute del vostro gatto
Fattore di equilibrio, un’alimentazione adatta contribuisce alla bellezza e all’essere in piena forma del vostro gatto
Perché alimenti pre-confezionati??
Ogni animale è unico così come la sua alimentazione, si fanno differenze tra l’alimentazione di un cane e un gatto, ma raramente si fanno delle differenze tra l’alimentazione di una gatto che vive in casa, di uno che vive all’esterno o di un gatto di razza con sue proprie specificità
Sebbene a ogni età a ogni livello di attività a ogni stato corrisponde un’alimentazione specifica
Ecco perché alimenti di grande qualità sono stati concepiti con il supporto di allevatori e di veterinari e nutrizionisti da grandi marche specializzate in nutrizione e salute degli animali
La tecnologia e le materie prime di grande qualità utilizzati per la preparazione di questi alimenti sono la garanzia della loro alta digeribilità
Questi alimenti sono completi e sufficienti al bisogno nutrizionale del vostro gatto
Contrariamente all’uomo il gatto non ha bisogno di variare la sua alimentazione, al contrario i cambiamenti alimentari “brutali” possono provocare disturbi digestivi
Come scegliere un’alimentazione adatta?
- in base all’età cucciolo, adulto, anziano ( dopo gli 8/10 anni)
- in base all’attività gatto d’ appartamento / gatto che vive all’aperto, gatto sedentario / gatto attivo
- secondo lo stato fisico gestante, allattamento, soprappeso, gatto neutro
- secondo le patologie (problemi renali, intestinali, intolleranze ecc.)
- secondo la razza e le sue specificità
Alimenti cuccioli
Dallo svezzamento a 8/12 mesi
Tutti gli errori commessi in questo periodo, soprattutto in tema di obesità, possono avere delle conseguenze definitive . questo periodo ha bisogni nutrizionali differenti da quelli di un gatto adulto
La quantità di vitamine, sali minerali e proteine ( carne, pesce) contenuti in questo tipo di alimentazione sono adattati alle esigenze del cucciolo in crescita.
Alimenti Adulti
( da 8/12 mesi a 8/10 anni )
Gli alimenti di alta qualità rispondono ai bisogni del gatto adulto con:
- Proteine di alta qualità per la bellezza del pelo e la digestione
- Acidi grassi essenziali sia per la bellezza del manto che per limitare i rischi di infiammazione
- Fibre per il transito intestinale e la digeribilità
- Fosforo calcio vitamine per aiutare il gatto a mantenere un ossatura solida
Alimenti Adulti specifici
Attività ridotta- tendenza al sovrappeso
Il sovrappeso può favorire lo sviluppo di problemi respiratori, cardiaci o articolari
Il sovrappeso può essere dovuto a
- Attività fisica insufficiente
Per ridurre I rischi legati all’obesità gli alimenti “Light” sono arricchiti in fibre e contengono meno materie grasse e calorie, por soddisfando l’appetito del vostro gatto-
Alimenti Senior
Dopo gli 8/10 anni
Con l’età l’animale subisce dei cambiamenti biologici dovuti all’invecchiamento delle cellule, il fabbisogno energetico diminuisce nettamente, il transito intestinale rallenta, la pelle meno elastica e può comparire l’artrosi
Il rallentamento dell’attività del fegato e dei reni modifica il metabolismo delle proteine.
Gli alimenti destinati a questi anni sono dunque
- Meno energetici per evitare l’obesità
- Contengono più fibre per favorire il transito intestinale, al fine di evitare i rischi di demineralizzazione legati ai problemi renali e all’invecchiamento delle cellule
Alimenti adulti con patologie
Se il gatto ha una patologia specifica ( renale, cutanea, digestiva, urinaria.. ecc) è necessario fornirgli un’alimentazione adatta
Gli alimenti specifici sono nati per rispondere a bisogni particolari di un gatto malato, fornendogli un eccellente equilibrio tra nutrimento necessario e trattamento della malattia.
Alimenti Adulti fasi specifiche
Gestazione / allattamento
La gatta gestante o che allatta ha bisogni energetici che possono essere tre volte maggiori che in un periodo di vita normale
Dopo la nascita dei cuccioli il bisogno energetico diventa proporzionale alla quantità di latte prodotto
Gli alimenti per questa fase sono
- Ricchi in proteine e in materie grasse
- Ricchi in calcio e vitamine “A” per permettere uno sviluppo muscolare ed osseo armonioso dei cuccioli.
Fonte http://www.chat-et-cie.fr/forum/comment-nourrir-mon-chat--vt2639.html
Traduzione a cura di Silvia (si prega di citare questa pagina in caso di prelievo dell'articolo).