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Altre patologie

Dermatofitosi


Eziologia e patogenesi

La dermatofitosi è un’infezione fungina delle strutture cutanee cheratinizzate che colpisce prevalentemente gli animali domestici, quali: il gatto, il cavallo ed il bovino. Meno frequentemente sono colpiti il cane, il coniglio ed altri animali. I dermatofiti isolati più frequentemente in medicina veterinaria sono quelli zoofili quali M canis, T equinum, T. mentagrophytes, T. verrucosum, M. nanum e quelli geofili, quali M. gypseum. Fattori geografici possono influenzare l’incidenza di un micete rispetto ad un altro.

Neuromiopatia ischemica

Normalmente la neuromiopatia ischemica è associata a tromboembolismo aortico (TEA) secondario alla presenza di miocardiopatia ipertrofica, dilatativa o restrittiva-intermedia.

I trombi si formano di solito a livello dell’atrio sinistro o del ventricolo sinistro e, procedendo lungo la circolazione sistemica, si localizzano a livello della biforcazione dell’aorta, benché in alcuni casi possano passare nell’arteria brachiale.

L’ischemia si aggrava con la liberazione locale di sostanze vasoattive che inibiscono la circolazione collaterale (arteria epassiale e spinale). L’ischemia è causa di degenerazione walleriana e demielinizzazione. Inoltre si determina una miopatia ischemica con necrosi delle miofibrille che colpisce gravemente i muscoli tibiali craniali.

Polimiosite idiopatica

Si tratta di una malattia infiammatoria acquisita che colpisce diversi gruppi muscolari. Si presenta sotto forma di debolezza generalizzata acuta e ventroflessione cervicale.

La diagnosi viene formulata in base all’esclusione delle cause infettive, metaboliche ed autoimmuni di miopatia, ai risultati dell’EMG ed alla biopsia muscolare. La diagnosi viene formulata se sono soddisfatti i seguenti criteri:

  • segni clinici compatibili

  • aumento di CK

  • EMG anormale con conduzione nervosa normale

  • test sierologici negativi e riscontro di infiammazione in una biopsia muscolare.

L’istopatologia evidenzia necrosi e fagocitosi delle fibre muscolari, infiammazione linfocitaria e fibrosi. Alcuni casi (30%) si possono risolvere spontaneamente.

Poliartriti non infettive

Le poliartriti immunomediate non erosive sono meno frequenti nel gatto che nel cane.

Il lupus eritematoso sistemico è una malattia poco comune nei felini e più difficile da diagnosticare. Anche la poliartrite immunomediata non erosiva idiopatica è rara nel gatto.

 

Al contrario, esiste una poliartrite erosiva specifica della specie felina nota come poliartrite cronica progressiva felina (PCGF).

L’eziologia di questa malattia è probabilmente immunomediata, benché in diversi casi sia associata alla coinfezione da virus sinciziale del gatto (FeSFV) e a quello della leucemia o dell’immunodeficienza felina. Si ritiene che l’infezione da FeLV o FIV sia in grado di potenziare le capacità del FeSFV di causare malattia e, principalmente, di manifestarsi dando origine a quadri di poliartrite.

Miopatia associata ad ipertiroidismo

Il 10-30% circa dei gatti ipertiroidei può manifestare segni di debolezza muscolare generalizzata, tremori muscolari e, più raramente, ventroflessione del collo. Generalmente l'origine è muscolare ed è stato dimostrato che l'eccesso di ormoni tiroidei influisce sulla fosforilazione ossidativa mitocondriale, benché in alcuni casi i segni clinici possano essere dovuti alla concomitante ipokalemia. In altri casi è stata dimostrata l'esistenza di una neuropatia assonale sensoriale e motoria. Le manifestazioni cliniche della malattia si risolvono in seguito alla correzione dello stato ipertiroideo.

 

Polimiositi infettive/infestive

La più frequente nel gatto è la polimiosite da Toxoplasma gondii.

Generalmente si riscontrano altre manifestazioni sistemiche della malattia, principalmente di tipo neurologico, oculare, gastroenterico o respiratorio.

In qualsiasi gatto che presenti febbre ed iperestesia alla palpazione muscolare si devono effettuare le indagini necessarie per escludere o confermare la presenza di questa malattia.

Possono essere presenti anche anomalie dell’andatura, zoppie intermittenti e atrofia muscolare.

La diagnosi si basa sull’esclusione delle altre malattie, sugli esiti dei test sierologici ed in particolare sull’identificazione di livelli elevati di IgM, che indicano un’infestazione in atto, e sulla risposta clinica al trattamento con clindamicina (10 - 25 mg/kg 12 ore per os).

Le polimiositi batteriche sono molto poco frequenti e, nel gatto, di solito risultano associate all’infezione da Pasteurella multocida o microrganismi anaerobi.